Da Tiffany Co 1 mln di dollari per emergenza

750mila dollari a Fondo solidarietà Oms, 250mila a New York

Lifestyle Lusso
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La Fondazione Tiffany & Co. ha annunciato di aver stanziato un milione di dollari per l'emergenza Covid-19. La Fondazione destinerà 750mila dollari al Fondo di risposta di solidarietà per il Covid-19, per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) alimentato dalla Fondazione delle Nazioni Unite, 250.000 dollari al Fondo di risposta e impatto di New York Community Trust's Nyc Covid-19. Tiffany & Co. abbinarà anche le donazioni volontarie dei propri dipendenti a qualsiasi organizzazione non profit.
    "Siamo orgogliosi di supportare le organizzazioni che forniscono un aiuto immediato alle comunità colpite da Covid-19, compresa la nostra città di New York"ha detto Anisa Kamadoli Costa, presidente della Fondazione Tiffany & Co.
    Il Fondo di risposta di solidarietà Covid-19 per l'Oms dà la priorità ai bisogni in tutto il mondo per garantire i sistemi sanitari, soprattutto dei più deboli, sostenendo gli sforzi globali per aiutare i paesi a prevenire e rispondere alla pandemia. Il sostegno aiuterà a inviare forniture essenziali agli operatori sanitari in prima linea, consentirà ai paesi di rintracciare e rilevare la malattia, garantire l'accesso alle informazioni scientifiche per prevenire l'infezione, le cure e accelerare la scoperta e lo sviluppo di vaccini. Il Fondo di risposta e impatto di New York Covid-19 aiuta i servizi sociali senza scopo di lucro e le organizzazioni di arte e cultura.
    Sovvenzioni e prestiti sono concessi a organizzazioni non profit con sede a New York che stanno lavorando per soddisfare le nuove e urgenti esigenze che colpiscono la città a causa del Coronavirus. I fondi vengono distribuiti con urgenza alle organizzazioni nelle aree della città in cui la necessità è maggiore, garantendo un'ampia copertura in tutti e cinque i distretti. Verrà data priorità alle organizzazioni non profit che si occupano dell'assistenza sanitaria essenziale e dell'insicurezza alimentare, sostenendo al contempo un'ampia gamma di organizzazioni di servizi sociali e organizzazioni di arte e cultura. (ANSA).
   

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Renzo Rosso, auguriamoci di tornare a lavorare presto

Ue deve aiutarci. Alle aziende accesso a credito a tasso zero

Lifestyle Moda
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 Molti addetti ai lavori si chiedono quel sarà il ruolo della moda dopo l'emergenza Coronavirus, che ha costretto l'Italia a fermarsi per mesi, a cambiare le nostre abitudini, disegnando scenari incerti per la fine della pandemia. Abbiamo rivolto alcune domande ad un imprenditore del settore lungimirante come Renzo Rosso, patron della Diesel e presidente di Otb (Only The Brave) holding che controlla i marchi Maison Martin Margiela, Marni, Viktor &Rolf, Diesel, Staff International.
"La moda farà sempre parte della vita delle persone - dice all'ANSA Renzo Rosso - è un modo per esprimere la propria personalità, il proprio senso estetico, per sentirsi bene. Quindi credo che pur non essendo un bene di prima necessità, la moda rimarrà sicuramente sempre importante. Certo, in una situazione come quella attuale che non prevede momenti sociali e occasioni d'uso, la gente si sta vestendo diversamente, in base a ciò che può fare, ma appena possibile si tornerà alla normalità".
Una normalità difficile da raggiungere senza l'aiuto dell'Europa. "Un'Europa unita ha l'obbligo di essere presente in situazioni come queste - precisa Rosso -. Siamo uno dei principali componenti di questa compagine e ci aspettiamo un aiuto importante dalla Comunità, che in ultima analisi è un aiuto alla Comunità stessa, perché genererà creatività, business e benessere per tutta l'Europa. Non è un favore o una concessione che ci viene fatta, ma un investimento sul post emergenza e per la ripartenza di tutti i settori in tutta l'Europa e nel mondo".
Ma alla fine del tunnel sarà possibile quantificare il danno per l'economia italiana? "I nostri manager - rivela l'imprenditore - stanno lavorando a diversi scenari a seconda del protrarsi della situazione contingente. Le aziende dovranno fare tagli di tutti i tipi in tutte le aree, dalle vendite, agli acquisti, dagli investimenti, a quelli più duri dei posti di lavoro". "Non conoscendo i numeri nel dettaglio (delle perdite, ndr) e il contesto globale - aggiunge Rosso - non so dire se ne serviranno 50, 100 o 1000 miliardi di euro. Più che la quantità è importante come questi soldi saranno spesi, la priorità per il Governo dev'essere quella di prendersi cura di tutte le persone che non potranno più lavorare. Per le aziende invece serve un accesso al credito a un tasso praticamente uguale a zero, lo Stato dovrebbe dare questi soldi alle banche e le banche alle aziende per fare ripartire le attività e il business".
Intanto, "dobbiamo pensare che fino a quando non sarà trovato il vaccino al virus, dovremo conviverci. Dovremo creare posti di lavoro, mezzi di trasporto, intrattenimento sicuri, bisogna cominciare a pensare a come fare perché la gente sia sicura e non ci siano nuove contagi. Dobbiamo tornare a lavorare prima possibile per non danneggiare irreparabilmente la nostra economia e le nostre aziende, ma bisogna ridisegnare il modo di lavorare, garantendo la sicurezza delle persone. Ad esempio, proteggendo e lasciando a casa le persone sopra una certa età più soggette al virus, e dando più opportunità ai giovani che per il 30% oggi sono a casa".
Infine, la giornata tipo di Renzo Rosso a casa: "Mi alzo al mattino alle 6, rispondo ai messaggi mandati nella notte, faccio attività sportiva e inizio a lavorare tutto il giorno in smart working, che devo dire ci ha permesso di capire le potenzialità di un lavoro più digitale anche quando torneremo alla normalità.
Il bello di questo periodo a casa è che mi permette di vivere di più la mia famiglia e loro me. Oltre al lavoro gioco con mia figlia, faccio giardinaggio, ho sistemato i quadri in casa, il guardaroba, ho ritrovato foto vecchie che ho mandato ai miei amici. Insomma, non mi annoio".
"Mi auguro che tra sei mesi - conclude - avremo già fatto un percorso di convivenza con il virus e che arrivi il prima possibile un vaccino che ci permetta di tornare alla normalità.
Io sono una persona positiva e cerco di trasferire questo messaggio a tutte le persone con cui parlo, dipendenti, amici, sui social".

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Al via Quibi, piattaforma mini video da smartphone

"Bocconcini" con star in streaming sfidano Covid 19 (e Netflix)

Lifestyle Tempo Libero
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Con una piattaforma in streaming lanciata nei giorni della pandemia, Jeffrey Katzemberg (ex Dreamworks) e Meg Whitman (ex Hewlett-Parkard) sfidano il nuovo mondo del coronavirus. Ha debuttato oggi Quibi, una app solo per smartphone che sforna a raffica "quick bites", bocconcini tra sei e nove minuti ciascuno, in forma di film a capitoli, reality show e notiziari.
    Per creare contenuti, Katzenberg e la Withman hanno corteggiato il meglio di Hollywood, da Jennifer Lopez a Chance the Rapper, Idris Elba, Bill Murray, Sophie Turner, Steven Spielberg e Chrissy Teigen, mentre per le "mininews" il materiale sara' fornito da Nbc, Bbc, Espn e altri. L'iniziativa, che ha raccolto finanziamenti da 1,8 miliardi di dollari, ha visto i due ex Ceo al lavoro per due anni: "Sara' un enorme successo o un flop totale", ha detto al New York Times Michael Goodman, esperto di media a Strategy Analitycs.
    Prima dell'epidemia Quibi doveva essere il diversivo da consumare in fila da Starbucks, nel tragitto in subway o su una macchina Uber. Con milioni di persone a casa, Covid ha cambiato l'equazione: i "bocconcini" della nuova app se la dovranno vedere con gli ampi cataloghi di Netflix, Amazon, Disney+ e altri, tutti fruibili su qualsiasi schermo, dallo smartphone all'iPad alla tv di casa. (ANSA).
   

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Masha e Orso, puntata speciale sulla quarantena

Su DeAJunior il 7 aprile, con i consigli per i più piccoli

Lifestyle Teen
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DeAJunior (Sky, 623), il canale satellitare che trasmette la serie fenomeno "Masha e Orso" su Sky, manderà in onda in esclusiva e in prima tv per l'Italia martedì 7 aprile alle 9.15 un mini episodio speciale del cartone animato dedicato alla quarantena e a come trascorrere il tempo a casa in questi giorni difficili. L'episodio, dopo la prima messa in onda, sarà poi in rotazione sul canale e disponibile per tutti sul sito www.deajunior.it.
    Nella puntata speciale, creata dalla società Animaccord che produce la serie animata a Mosca, dal titolo "Masha e Orso - Cosa fare a casa durante la quarantena", Masha si destreggia a casa con Orso tra tante attività. Questi i consigli per i più piccoli per star bene a casa: iniziare la giornata con un piccolo allenamento fisico; mangiare frutta e verdura; lavarsi le mani; cucinare insieme il pranzo; quando si finisce di pranzare, lavare i piatti; aiutare gli adulti con le pulizie di casa; fare i compiti; quando si è finito tutto, guardare i cartoni animati; fare un pigiama party prima di andare a dormire; andare a dormire in orario.
    Andranno anche in onda sul canale e saranno presenti sul sito www.deajunior.it dei cartelli con le immagini di Masha e Orso con i consigli per i bambini su come comportarsi e quali precauzioni prendere contro il coronavirus.
    Masha e Orso è la serie diventata negli ultimi anni un fenomeno globale ed è amata dai bambini di tutto il mondo: il video per bambini più visto su Youtube è attualmente proprio l'episodio di Masha e Orso "Recipe for Disaster" con oltre 4,2 miliardi di visualizzazioni. (ANSA).
   

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Emma Marrone #iostoacasa canto, pulisco cucino

A Un giorno da pecora con Nardella, concerto a Firenze il 13/10

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 - "#Iostoacasa a Roma, non in Puglia.
    Ho scelto volontariamente di tenermi lontano dalla mia famiglia per tutelarli ed evitare che tutti si spostino. E' giusto così.
    Appena finito questo periodo correrò ad abbracciarli. Comunque sto benissimo. Cucino torte come la bavarese, con ricetta di mia nonna. Oggi pollo alla cacciatora. Canto sui social. Mi coccolo facendo cure estetiche. Nel pomeriggio pedicure e trattamenti al viso. Faccio ginnastica e questa mattina ho anche spostato i mobili pulendo casa con l'aspirapolvere, così finalmente ho la tastiera del letto orientata a nord". Parola di Emma Marrone, che parla in collegamento telefonico della sua quarantena ai microfoni di Un Giorno da Pecora', il talk show di Rai Radio1, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, che oggi ha ospitato in contemporanea con Emma anche il sindaco di Firenze Dario Nardella. "Cara Emma spero di poterti conoscere il 13 ottobre quando verrai in concerto a Firenze al Mandela" ha detto Nardella. "Tanto più che Emma è nata a Firenze e poi si è trasferita in Puglia - sono intervenuti i conduttori - al contrario di Nardella che è nato in Puglia e poi è andato a vivere a Firenze". "A questo punto-dice dunque il sindaco - se Emma verrà in concerto il 13 ottobre a Firenze merita di prendere l'onorificenza del Comune, le quattro Chiavi della Città". Infine, i conduttori rivelano che Nardella suona il violino e chiedono ai due ospiti di esibirsi in coppia ai microfoni. Così Emma conclude cantando Azzurro sulle note del violino del sindaco di Firenze. (ANSA).
   

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Pedro Almodovar, la quarantena la passo con James Bond

Scrive su El Diario, piango davanti a tv per presente e passato

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Ognuno vive il suo lockdown come vuole, anche al di là di se stesso. È il caso di Pedro Aldomovar che nella sua quarantena madrilena scopre una inedita passione per James Bond e il suo Goldfinger. Una cosa dichiarata dal regista premio Oscar in un ampio diario confessione, pieno di fascino e sorprese, sul sito spagnolo Eldiario.es. Si legge nell'articolo: "Scelgo di vedere come film pomeridiano, 'Notte sulla città' di Jean-Pierre Melville, e questo per andare sul sicuro, ma per la sera mi sorprendo a scegliere un film di James Bond, esattamente 'Goldfinger'. Per giorni come questi (è quello che pensavo) il meglio è darsi al puro divertimento, alla pura evasione. Quando poi vedo 'Goldfinger' sono davvero contento della scelta, ma mi rendo conto che è stato il film a scegliere me". "Cammino su e giù in casa proprio in quel corridoio in cui Julieta Serrano (l'attrice che interpretava sua madre in 'Dolor y Gloria') si lamentava con Antonio Banderas di non avere un buon figlio, riferendosi proprio a me", racconta Tra le molte telefonate che riceve il regista, che sta trascorrendo i suoi giorni di quarantena da solo nel suo appartamento nella zona ovest di Madrid, quella di sua sorella Chus , che lo avverte, ad esempio, di un documentario imperdibile su La2 dedicato all'amata cantautrice messicana Chavela Vargas. E ancora, sempre in tv, un altro documentario sulla pittrice María Moreno, moglie di Antonio López , morto recentemente.

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Coronavirus: il sociologo Abruzzese, non credo ne usciremo migliori

Sociologo, da solidarietà obbligata a conflittualità scatenata

Lifestyle Società & Diritti
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 "Molti dicono che da questa esperienza usciremo migliori. Io ci credo di meno. In passato una volta finita l' emergenza si è sempre tornati al comportamento ordinario. Se così fosse anche stavolta, si passerà dalla solidarietà obbligata alla conflittualità scatenata". Il sociologo Alberto Abruzzese, una vita dedicata allo studio dei processi culturali e della comunicazione, riflette sulla crisi planetaria scatenata dal coronavirus prefigurando un "dopo" carico di problemi e di incognite. "Tutti siamo colpiti dalla confusione delle informazioni, da quelle vere alle fake news - dice -. I mezzi di comunicazione devono fare i conti con un mercato che elabora le notizie in un certo modo perché ha bisogno di audience e con le classi dirigenti della politica e dell' economia che puntano ad affermare interessi di parte. Di fronte a un futuro incerto questi due settori si stanno preparando a come riprendere quando la forza del virus calerà". Su un altro terreno, osserva, il virus ha avuto un effetto immediato. "Il dibattito sulla contrapposizione tra l' uomo e la rete, tra il linguaggio analogico e quello digitale è superato. L' innovazione digitale è ormai un dato acquisito. In questo senso le catastrofi hanno sempre accelerato il cambiamento".
Come ha reagito il sistema della comunicazione? Non c'è il rischio di un bombardamento mediatico sulla pandemia? "C' è un pubblico allarmato che cerca una informazione continua e un pubblico interessato alle fiction per compensare la tensione.
Vedrei bene un organismo che in questa fase avesse una autorità sulla programmazione di tutte le reti per distribuire bene le notizie, evitare l' ossessione, impegnarle ad appuntamenti informativi e a calibrare i programmi che si occupano di questo tema anche pensando al dopo. Oppure l' autoregolamentazione di ogni rete". Molti parlano di uno scenario di guerra. "Dipende dalla guerra a cui pensiamo. In questa fase non siamo a quella vissuta dai nostri padri e nonni, ma nella condizione di chi è esposto ai cecchini. Si muore individualmente, senza saperlo. La difficoltà è immaginare quale sarà il dopo. Finirà e ci sarà la pace? La situazione si aggraverà, o avremo una pace ricca di nuove sofferenze e problemi? Non c' è nulla che ci possa tranquillizzare".
Che tipo di cambiamenti c'è da aspettarsi? "Le abitudini sono la dimensione che si trasforma più lentamente. Ora l' attenzione è puntata sulla ricerca della soluzione, la paura riguarda il corpo e il rischio di morire. Poi il problema sarà la sopravvivenza in un ambiente sociale ingiusto e crudele. Ci sarà un gran caos, una crisi economica tremenda, una conflittualità moltiplicata tra lobbies, ceti e fazioni''. Abruzzese ritiene che la maggioranza parlamentare, pur tra contraddizioni, ritardi e ripensamenti, abbia complessivamente reagito bene. "Se al vertice ci fossero state le destre avrebbero cercato di strumentalizzare, contrariamente a quanto avviene nelle regioni in cui invece la destra ha dimostrato capacità''. Questa esperienza, secondo il sociologo, ha messo in luce un elemento fondamentale: "Ci sarà maggiore attenzione alle persone competenti e alla loro formazione. La professione ha significato solo se fusa con un grande senso della responsabilità civile.
Negli ultimi anni, invece, nelle università si è affermato un sistema concentrato sul tecnicismo e sulla formazione di professionisti senza vocazione". Certo è che la globalizzazione del virus ha riproposto una visione fortemente centralizzata su come affrontarlo. "Gli stati hanno ribadito i confini. La paura fa alzare i muri, è successo con i neri, con gli immigrati... Ci possono essere barriere fisiche ma i mercati reagiscono su scala mondiale. Il corpo viene inchiodato nel suo perimetro, mentre l' economia e la finanza marciano in modo globalizzato". (ANSA).

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Jennifer Aniston cuore d'oro con infermiera malata Covid

Attrice le regala un buono di 10.000$ al Kimmel Live

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Jennifer Aniston, oltre ad essere la più bella cinquantenne di Hollywood, ha anche un cuore d'oro a prova di gioielliere. E lo ha fatto donando a un'infermiera, Kimball Fairbanks, madre di due figli, colpita da Covid 19 e ricoverata in isolamento, ben diecimila dollari con un buono su Postmates, società che si occupa di consegna di prodotti a domicilio. Tutto questo è accaduto durante il noto talk-show tv Jimmy Kimmel Live con una procedura alla Carramba che sorpresa. "Volevamo tirarti un po' su e così per fare questo mi  piacerebbe farti incontrare qualcuno di nome Jennifer" così Kimmel, prima di aprire il collegamento con Aniston e lasciare sbalordita l'infermiera. "Ciao tesoro - ha detto l'ex di Brad Pitt -, che bello conoscerti. Volevo solo dire: Dio vi benedica, te e tutti voi che siete là fuori a fare ciò che fate. Non so come esprimere la gratitudine per ciò che voi ragazzi state facendo, mettendo a rischio la vostra salute. Siete veramente fenomenali". La Aniston, che ha poi regalato alla Kimball, infermiera cardiovascolare che lavora nell'ospedale della sua città, St. George nello Utah, un buono di 10 mila dollari, ha poi raccontato in tv la sua quarantena.
   

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700 bambini cantano a distanza Nessun Dorma

Franceschini, commuovono quei sorrisi, sarà generazione migliore

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700 bambini italiani e europei cantano insieme dalle loro case "Nessun Dorma". "Commuovono con quei sorrisi dietro i cartelli con il loro nome. Da questa prova terribile uscirà una generazione migliore e più forte della nostra", così il ministro della Cultura Dario Franceschini su twitter. #iorestoacasa #Europaincanto 
   

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Quarantena delle star Usa, dalle pulizie alla meditazione

Hopkins dipinge, Bieber fa skate sul divano,Carrey rade la barba

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C'è chi medita e offre discorsi motivazionali, chi si confronta via web con gli amici, chi fa musica per rilassarsi, chi cucina, pulisce, legge favole o regala danze scatenate. Sono tanti i divi internazionali che stanno offrendo uno sguardo via social (al di là appelli per il rispetto delle misure precauzionali, sostegno al personale sanitario e alle persone in difficoltà, mini concerti) su come stiano vivendo in casa il lockdown per l'emergenza coronavirus: da Julianne Moore a Will Smith, da Madonna a Matthew McConaughey. Tra chi si sta dando particolarmente da fare c'è Miley Cyrus che per questi giorni di auto quarantena tiene su Instagram un talk show, Bright Minded "per restare 'accesi' (nel senso di positivi, ndr) in questi giorni oscuri" nel quale insieme a vari ospiti/amici come Elton John, Selena Gomez (che proprio con lei ha parlato del suo disturbo bipolare) e il compagno, anche lui cantante, Cody Simpson. Anche Will Smith ha pensato a una nuova serie casalinga, Will from home, realizzata per Snapchat e ambientata nel suo garage/sala relax. Madonna tiene un videodiario denso di riflessioni, arricchito anche dalla vivace partecipazione dei figli adottivi in casa con lei. Punta sullo humour Glenn Close, dalle battaglie a backgammon con la sorella a uno dei nuovi hobby di creare e dipingere buffi piccoli mostri. Si rilassa invece con una delle sue passioni e talenti, Anthony Hopkins che suona il piano con il suo gatto Niblo come spettatore. Tra i conduttori di talk show in versione home, sceglie un mix originale Ellen DeGeneres, che unisce video dal quotidiano come le sessioni di cucina con la moglie Portia de Rossi a telefonate ad amici come Michelle Obama. Matthew McConaughey si concentra su sinceri discorsi motivazionali in cui ricorda anche l'importanza dell'auto quarantena ("stare a casa è l'arma migliore per battere questo nemico"). Un po' più assertivo nell'invitare a restare a casa è Arnold Schwarzenegger che mostra anche divertenti momenti di vita condivisi con i suoi animali domestici, compreso il cavallo in miniatura Whisky e l'asino Lulu. Nora Jones e la nuova star del pop/soul Lizzo hanno offerto lezioni pratiche per la meditazione. L'iconica coreografa e attrice Debbie Allen (Saranno famosi) dà lezioni di danza. Jennifer Garner, Amy Adams (che ha proposto anche una fiaba scritta dalla figlia e illustrata dal marito), Lupita Nyong'o, Eddie Redmayne, Chris Evans e Jake Gyllenhaal sono fra le star che per l'iniziativa benefica #savewithstories stanno leggendo favole ai bambini. Patrick Stewart rassicura leggendo ogni ogni giorno un sonetto di Shakespeare. Lo stress comunque viene sfogato nelle maniere più diverse: da chi si rapa a zero come Riz Ahmed a Jim Carrey con cronache della crescita della sua barba, che si taglierà solo a quarantena finita. L'ex 'Casalinga Disperata' Teri Hatcher ha offerto un dettagliato e utile tutorial su come fare la tintura dei capelli nel modo più efficace. Julianne Moore si butta nelle pulizie di casa, con tanto di ironico video (girato dal marito regista Bart Freundlich e musicato dal figlio compositore Cal Freundlich) sulla pulitura a fondo di una pentola che era stata lasciata sporca. Non mancano gli appassionati di cucina: una è Naomi Watts, con ricette come la zuppa per la quarantena. Tra i più curiosi, Reese Witherspoon che si fa insegnare dal figlio Deacon cosa sia e come si utilizzi il social più in voga tra i ragazzi, TikTok, inclusa la creazione di un primo video da postare ad hoc. Justin Bieber occupa il tempo anche mostrando (in video ripresi dalla moglie Hailey) come spostarsi dal divano alla camera da letto saltando sui mobili e usando lo skateboard. Tra gli altri, infine Jack Black diverte improvvisandosi modello che sfila in accappatoio per i corridoi di casa o regalando un travolgente ballo nel giardino, senza maglietta, in shorts da palestra, stivali e cappello da cowboy

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Renzo Piano, coraggio torneremo a riempire luoghi cultura

Triste oggi vedere avamposti della barbaria vuoti ma passerà

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"Facciamoci coraggio, tutto questo passerà": l'architetto Renzo Piano sprona gli altri e così se stesso. La quarantena pesa con giornate di primavera, costretti in casa per contenere il diffondersi del coronavirus, il sole ci tenta ad uscire ben di più di un affaccio timido alla finestra.
    A distanza, dalla sua abitazione, si rivolge a chi oggi magari avrebbe affollato il 'suo' Auditorium Parco della Musica a Roma o qualunque altro museo, biblioteca, luogo di cultura del Paese.
    "E' triste saperlo vuoto - dice ad #AuditoriumLive della Fondazione Musica per Roma - perchè è fatto per essere vissuto,.
    e so che è molto amato, anzi è proprio questo che mi rende più fiero: sapere di essere riusciti a fare un luogo amato dalle persone ma per questo è ancora più doloroso questo vuoto, mi fa soffrire ma non abbiamo scelta, torneremo ad incontrarci".
    Piano parla del dopo, di quando andremo ancora in luoghi, come l'Auditorium romano o tanti altri, "in cui la gente si trova, si da appuntamento, condividendo i valori alti della bellezza, bellezza che non è una cosa di poco conto. I musei, le biblioteche, le sale di musica, i teatri, ma anche le scuole, le università - dice il grande architetto - sono avamposti contro la barbarie" è dunque prezioso non arretrare. "quelli in cui si fa musica sono i più preziosi di tutti perchè è l'arte più importante, anche io avrei voluto essere musicista, poi le cose sono andate diversamente".
    Il senatore a vita si lascia andare ai ricordi a quando "fui costretto dall'amico Luciano Berio a partecipare al concorso per realizzare l'auditorium. Lo vinsi e fu l'inizio di mille avventure: trasformare quel luogo desolato, abbandonato, quel pezzo di periferia dimenticato in mezzo alla città in un avamposto appunto". Tutto cominciò con il vuoto, il centro della cavea dove ancora oggi un cristallo in terra segna il punto da cui tutta la costruzione partì. Piano ricorda le istituzioni, Rutelli sindaco della città, Veltroni ministro della cultura, poi l'eccezionale scoperta a cantiere aperto della villa romana, la decisione di cambiare il progetto, includendo quei resti preziosi. E poi i lavoro con i musicisti e tutta una lunga storia "indimenticabile". 
   

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#iorestoacasa, niente scuse: la ginnastica si fa anche dal divano

libri e tutor, esercizi per tenersi in forma in quarantena

Lifestyle Beauty & Fitness
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Con la pandemia per il Coronavirus siamo rintanati in casa, attaccati alla tv, mangiando (troppo) per consolarci dopo ogni Tg, aspettando in finestra o al balcone che l'incubo finisca. L'effetto può essere, dal punto di vista della forma fisica, non proprio quello desiderato. La ginnastica a casa, prendendosi cura del proprio corpo e uscire dalle modalità divano-tv, sedia-computer per chi lavora in smart working, è l'unica salvezza per non accumulare almeno 5 chili di peso in più e per tenere alto l'umore, smuovendo le endorfine, dette non casualmente "ormoni della felicità". Del movimento ne beneficerà anche la psiche: de resto, "Mens sana in corpore sano", come ricordava Giovinale nelle Satire.
    Per capire quanto il tema del movimento sia importante per la salute fisica e mentale, è stato stabilito che il 6 aprile è la Giornata Mondiale della Ginnastica. Detto questo, non siamo soli ad affrontare la rimessa in forma di addominali, bicipiti e glutei. Ci sono molti esperti che mostrano online nei loro tutorial cosa fare e molti di loro hanno aperto canali on line gratuiti per questo periodo, così come hanno fatto alcune palestre con i loro sportivi. L'esperto di fitness e dimagrimento, Ivan Zangirolami, laureato in scienze motorie, alle diete abbina un programma di ginnastica adatta a tutte le età, che lo stesso trainer mostra in un video: un percorso della durata di circa 15- 20 minuti da fare comodamente a casa. "Sono importanti la frequenza spiega Zangirolami - l'intensità e la sequenza degli esercizi fisici. Lo scopo è quello di riattivare il metabolismo e per farlo ci devono essere alcune condizioni.   Il programma - aggiunge - tende ad abbassare il livello di stress, fattore che influisce sull'alimentazione, assieme alla sedentarietà. Il nostro corpo tende infatti ad adattarsi all'attività fisica che facciamo e nel tempo impara a svolgere la stessa attività in maniera più efficiente e consumando meno calorie". "Il metodo Zangirolami" praticato da molte celebrities è diventato un libro. Un altro manuale suggerisce addirittura di trasformare il divano in una palestra: "La ginnastica da divano": allenati in casa, è dedicato a chi è stanco di stare seduto. Il libro indica come allenare tutti i distretti muscolari con il proprio divano. Come ci spiegano Luciano e Stefano Gemello, da anni professionisti del mondo dello sport con laurea in scienze motorie: "con il divano possiamo risvegliare quadricipiti, glutei, polpacci, bicipiti, addominali, dorsali e fare anche stretching". Ben 654 muscoli scheletrici all'azione. Nel libro "La ginnastica da divano" (Edizioni Lswr), i due coach hanno raccolto numerosi esercizi che tutti possono svolgere facilmente. Si tratta quindi di una guida completa per allenarsi a casa, anche senza attrezzi e macchinari. Gli autori non indicano il numero delle ripetizioni né consigliano serie. "La ginnastica da divano - spiegano - ha come obiettivo quello di riuscire a convincervi a fare movimento. Non è nostra intenzione imbrigliarvi in serie e ripetizioni vincolate da numeri precisi, che potrebbero scoraggiare la vostra buona volontà. Ci limiteremo a stimolarvi a gustare il movimento". Ecco alcuni esercizi presentati nel libro.
    1) Mono squat: gamba dietro sul divano, posizione di partenza dorso sul divano, un piede in appoggio dietro su di esso, braccia lungo i fianchi, piede a terra 10 cm più avanti del ginocchio della gamba flessa. Azione Piegamento della gamba a terra portando le braccia avanti. Attenzione distribuire il peso omogeneamente su tutto il piede durante il movimento, cercare di scendere il più possibile, non spingere il ginocchio avanti rispetto alla punta del piede a terra. Respirazione espirare durante la salita e inspirare durante la discesa.
    2) Elevazione della gamba in quadrupedia. Posizione di partenza, in ginocchio sul divano, una gamba protesa dietro avambracci in appoggio.Azione: sollevare la gamba tesa portando il piede a martello (flessione dorsale) alla massima altezza che possa essere mantenuta per qualche secondo. Attenzione rilassare la muscolatura del collo non ruotare il bacino, fare un movimento controllato della gamba libera senza slanci. Respirazione espirare spingendo la gamba in alto e inspirare durante la discesa
3) Plank. Posizione di partenza: avanbracci in appoggio sul divano (variazione, con mani in appoggio e braccia tese) corpo proteso dietro. Azione: tenere la posizione immobile per un certo periodo di tempo. Attenzione, tenere la stessa linea gambe e schiena evitando di far scendere il bacino, le scapole devono essere ravvicinate il più possibile, il collo rilassato.  Respirazione, inspirare ed espirare con ritmo regolare cercando d'innalzare il diaframma durante l'espirazione. 

   

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Da Chocolat a Ratatouille ispirazione cinema per gli chef casalinghi

Durante isolamento preziosi suggerimenti per pranzi domestici

Lifestyle Food
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Da Chocolat a Ratatouille passando per Julie & Julia o I Soprano. Sono innumerevoli i film in cui il cibo è protagonista e in tempi di isolamento forzato da coronavirus che costringe tutti a casa, perché non rubare da essi un po' di ispirazione per mettersi ai fornelli da chef? Chi non deve pensare a sfamare solo se stesso ma un'intera famiglia può trasformarsi in Babette, la chef parigina ne 'Il pranzo di Babette' (film premio Oscar del 1987) che prepara un pranzo delle meraviglie per un'intera comunità. In tavola si potranno servire 'Blinis Demidoff', le focaccine dalla forma circolare tipiche della cucina russa e simili alle crêpes. Si servono tradizionalmente con panna acida per accompagnare il caviale o il salmone affumicato. Chi non vorrebbe invece inondare la propria casa con il profumo del cioccolato e dei dolci preparati come la pasticciera Vianne Rocher (Juliette Binoche) nel film Chocolat (2000)? O fare come Julie Powell (Amy Adams) nel film Julie & Julia (2009) che per evadere dalla grigia monotonia della sua vita quotidiana decide di cimentarsi in un progetto di sperimentare personalmente nel giro di 365 giorni tutte le 524 ricette contenute nel celebre libro di cucina 'Mastering the Art of French Cooking' di Julia Child (Meryl Streep) e raccontare l'esperienza in un blog. Famoso nel film è 'beef bourguignon' ossia il 'Manzo alla borgognona'. Chi vuole sperimentare la cucina etnica può attingere da 'Amore, cucina e curry' (The Hundred-Foot Journey, 2014) e preparare sia piatti francesi che indiani come 'chicken tikka masala' (pollo al curry) e un croque madame (sandwich grigliato di prosciutto e formaggio con un uovo fritto adagiato sopra la fetta di pane superiore). 'Ratatouille', film d'animazione del 2007, fa al caso se si vuole coinvolgere in cucina anche i bambini e preparare la famosa ratatouille, piatto tradizionale provenzale a base di verdure e molto simile alla caponata o alla peperonata siciliana. Amanti della cucina greca? Al caso fa 'Il mio grosso grasso matrimonio greco (My Big Fat Greek Wedding, 2002) dove regnano gyros, salsa tzatziki, moussaka e baklava. Per quelli che una volta erano considerati i piatti del pranzo della domenica un aiuto viene da Carmela DeAngelis Soprano (Edie Falco) moglie del boss Tony Soprano (James Gandolfini) ne la serie tivù in in onda 1999 al 2007 'I Soprano'. I suoi ziti al forno e la sua parmigiana di melanzane sono passati alla storia ispirando libri di cucina negli Stati Uniti nonché numerosi menu' di ristoranti italo-americani.
   

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In quarantena ci aiuta il magico mondo di Harry Potter

Boom per film e libri, Rowling crea nuovo portale per bambini

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Nei giorni di quarantena globale, il mondo magico di Harry Potter continua ad essere una delle vie di fuga e divertimento più amate in di tutto il mondo, fra record di vendite, streaming, dvd e audience televisiva. Un legame profondo con i propri lettori e spettatori di cui la britannica J.K Rowling, con oltre 500 milioni di copie vendute per i libri della saga in 23 anni (delle quali oltre 11 milioni in Italia) e più di 7 miliardi e 700 milioni di dollari incassati dai film, è ben cosciente. Per questo nei giorni dell'emergenza, sulla 'casa ufficiale' per il piccolo mago wizardingworld.com, ha aperto un nuovo portale per i bambini (e non solo), tra giochi e guide alla lettura, Harry Potter at Home.
    L'autrice ha anche messo a disposizione sul nuovo portale i link per ascoltare gratuitamente su Audible (anche in italiano) l'audiolibro del primo volume della saga, Harry Potter e la pietra filosofale o per leggerlo gratis in ebook (per tutto aprile) attraverso biblioteche digitali . Intanto la scrittrice torna protagonista nelle classifiche, dai bestseller per bambini del New York Times ad Amazon Usa. Grande successo anche in Italia, dove i libri del maghetto sono nelle classifiche generali online di Rizzoli/Mondadori, Ibs e Amazon Italia, in top 3.
    Ugualmente popolari i film: negli Usa è la saga più noleggiata (battendo anche Star Wars), con vari capitoli presenti anche nella top ten generale, su una delle piattaforme principali di Video on demand, FandangoNow. Da noi i vari capitoli che Italia 1 sta riproponendo in prima serata registrano audience crescenti e riportano i personaggi e gli attori della saga tra i principali trending topic su twitter. Ci sarà invece da aspettare per il nuovo film della saga di Animali fantastici con Eddie Redmayne: la produzione è stata fermata per l'emergenza coronavirus. (ANSA).
   

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Fiori, fiori ovunque è primavera nonostante tutto

Tulipani, meli e l'irresistibile poesia dei ciliegi

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Chiudi Few visitors to see cherry blossoms in Washington, DC as coronavirus pandemic rages on (ANSA) Few visitors to see cherry blossoms in Washington, DC as coronavirus pandemic rages on

Tulipani, ciliegi, meli: siamo chiusi in casa e guardiamo alle fioriture di primavera con rinnovata meraviglia, dai balconi, dai terrazzi, dal giardino per i fortunati che lo hanno. Nel periodo brutto che tutto il mondo sta vivendo per la pandemia del coronavirus, in un tempo incerto che ci costringe in casa e ci impedisce di programmare vacanze a breve termine, gite fuori porta a Pasqua e ponti primaverili, se non fino all'estate la certezza ci viene dalla natura. Fiori, fiori ovunque. E' primavera, nonostante tutto. 

Tulipani

Li vediamo spuntare dai davanzali, in ciotole e vasi sui balconi e sui terrazzi; fiorire al piede degli alberi nei parchi; formare splendidi bouquet da recisi. I tulipani mantengono intatto il fascino che li ha resi merce scambiata a peso d’oro negli anni della Tulipomania europea del XVII° secolo, quando c’era chi, folle, abbandonava tutto quanto, comprese attività commerciali e case, per un sacchetto di bulbi di Tulipa con quotazioni da capogiro. Al giorno d’oggi i prezzi sono tornati normali, ma la loro bellezza rimane intatta. Difficile resistere alle corolle a coppa che ondeggiano al vento sui lunghi steli. Basta piantare in autunno i bulbi in terreno sciolto e arricchito da terriccio di foglie, e in primavera - ci racconta Houzz, nella sezione giardini di primavera - inizieranno ad emergere le foglie verdi, arrotolate le une sulle altre sul centro, da cui poi si svilupperà il fiore.

Meli da fiore
In primavera li vediamo punteggiare giardini, orti, parchi e campi selvatici con i loro fiori bianchi, rosa o rossi; portano grappoli di meline accese come lampadine a fine estate e foglie gialle e bronzo in autunno; sono i meli da fiore, belli tutto l’anno. Alcune varietà mantengono i frutti colorati sulla pianta per tutto l’inverno, facendo la gioia degli uccellini; talvolta i frutti sono anche utili per gelatine e confetture.Generosi nelle fioriture e semplici da coltivare, i meli gradiscono il sole, la mezz’ombra nelle regioni più meridionali; il terreno deve essere fresco, moderatamente umido e fertile, non importa se calcareo o acido. Non richiedono potatura, basta togliere i rami secchi o malformati. Tra le varietà più interessanti per il giardino o il terrazzo, Malus ‘Red Sentinel’, con fiori bianchi e meline rosso vivo che persistono sulla pianta fino a fine inverno; M. ‘Golden Hornet’, a fiori bianchi e frutti giallo oro; M. ‘Evereste’, con boccioli rossi e petali bianchi, porta frutti giallo-arancioni.

La poesia dei ciliegi
Immancabili le nuvole bianche e rosa dei ciliegi da fiore, dai rami ricoperti da mazzetti di fiori attorniati dalle foglie bronzee, che con il passare dei giorni sfumano in verde. Maestosi e allo stesso tempo leggeri, richiamano alla mente le raffigurazioni dell’hanami, l’usanza giapponese di ammirare la fioritura dei sakura – i ciliegi appunto – allestendo picnic sotto gli alberi in fiore. Anche un solo esemplare in vaso è uno spettacolo, pure in autunno quando le foglie si tingono di oro e arancione.

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#iorestoacasa, dall'asilo nido arrivano 'i compiti' per i più piccoli

Educatrice, programma e video attività, così aiutiamo genitori

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Chiudi lavori a casa foto iStock. (ANSA) lavori a casa foto iStock.

Le chat con i genitori già c'erano, servivano ogni settimana, tra l'altro, per far arrivare un resoconto fotografico di quello che mamme e papà non potevano aver visto: i lavoretti, i pranzi tutti insieme, le canzoncine in gruppo. Poi di colpo il nido chiude, tutti a casa. E i compagni? E le maestre? All'asilo La mia casetta a Roma, e chissà in quanti altri nidi d'Italia, hanno pensato che il lockdown non doveva interrompere proprio tutto e che un filo bisognava seppure a distanza riuscire a mantenerlo. E' vero che sono cuccioli, dai 3 ai 36 mesi, ma anche i bimbi del nido hanno le loro amicizie, sono abituati a stare ore e ore con compagni ed educatrici, a fare laboratori. E' anche vero che a casa finalmente si godono i genitori, che hanno tempo per loro, quel tempo sperato e mai ottenuto per via degli impegni di lavoro (con annessi sensi di colpa come tutti i genitori, specie le mamme), si può cucinare insieme disegnare, fare un po' di giardinaggio magari in balcone sperando di tornare presto al parco. Ecco così che le fondatrici del nido hanno pensato che 'i compiti a casa', ossia un programma settimanale guidato per i genitori potesse essere una buona idea. "è stato un successo - dice all'ANSA Caterina Misiti - perchè mentre noi siamo abituati per lavoro ad avere chiaro ogni giorno cosa fare con i nostri piccoli, i genitori paradossalmente molto meno. Diamo loro idee giorno per giorno, sempre diverse ogni settimana, incluse le ricette per fare giochi alla portata delle stanze dei bambini, certo non diciamo loro di fare grandi pitture ma pasta al sale, creazioni con colori e carta magari con i rotolini di carta igienica, invenzioni che danno loro meraviglia come il sale che magicamente si colora e poi anche motricità con percorsi da fare in casa utilizzando il nastro adesivo per delimitarlo. Noi - prosegue l'educatrice - continuiamo a sentirci utili anche a nido chiuso, e rette non incassate, purtroppo, e i genitori sono felici di essere guidati perchè non tutti ovviamente hanno abilità e manualità. Nei prossimi giorni manderemo il programma per i lavoretti di Pasqua e così anche quest'anno un'aria di festa si potrà ritrovare nonostante tutto".
    Oltre al programma settimanale, con foto esplicative e ricette, sono arrivati nel corso di questi giorni anche i video: le maestre hanno parlato ai bambini rivolgendosi loro e così anche il filo visivo non è venuto meno.
    Ma come stanno i bambini a casa? "All'inizio qualche genitore si è fatto vivo, non essendo mai stato davvero intere giornate con il figlio ne scopriva aspetti della personalità non troppo conosciuti, come aggressività, ma questo a prescindere dalla situazione. Le abitudini cambiano tanto in casa, per tutti, bimbi compresi, spesso salta il riposino ad esempio. In una prima fase c'è stata assoluta felicità dei bambini per avere i genitori tutti per loro, ora certo - ci racconta la Misiti - si comincia a sentire noia e stanchezza come del resto tra i grandi. I bambini poi sentono, anche da piccolissimi, l'umore dei genitori: se li percepiscono preoccupati anche loro ne risentono, ecco perchè bisogna tenerli attivi e anche in casa, non importa uscire, bastano le finestre aperte a fare entrare luce e sole, è più importante essere positivi, ed è fondamentale spiegare loro nel modo più facile possibile perchè si sta in casa e che situazione stiamo vivendo avendo cura di essere speranzosi sul futuro". (ANSA).
   

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Selena Gomez, ho disturbo bipolare ma non ho paura

Rivelazione in intervista con Miley Cyrus su show Instagram

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'Sono affetta da disturbo bipolare'. Selena Gomez esce di nuovo allo scoperto sullo stato della sua salute e rivela che di recente gli è stata diagnosticata la patologia. L'attrice e cantautrice americana, 27 anni, è stata ospite dello show di Miley Cyrus 'Bright Minded' su Instagram e ha rivelato candidamente che ha scoperto di essere bipolare per la prima volta dopo anni a lottare con la sua salute mentale. Ha tuttavia sottolineato che la malattia non le fa paura. "Di recente - ha spiegato - sono stata in uno dei miglior ospedali di salute mentale in America, il McLean, e ho discusso del fatto che dopo anni in cui mi sono capitate diverse cose ho capito che ero bipolare. E mi ha aiutato saperne di più. Non fa paura se si sa". La trasmissione è stata anche l'occasione per parlare di come tenere lontano l'ansia durante l'epidemia di coronavirus. "Scrivo tanto - ha detto -. Credo che mi stia aiutando ad elaborare ciò che sta accadendo. Aiuta anche riconnettersi con persone con le quali non sei stata molto carina… e magari approfittare per dire 'Hey, spero che tu stia bene e al sicuro". Nonostante la giovane età, i problemi mentali della Gomez vanno indietro nel tempo. Nel 2013 si prese una pausa dal suo tour 'Stars Dance' per poi rivelare di essersi sottoposta a chemioterapia a causa del lupus, una malattia autoimmune che può colpire numerosi organi e apparati dell'organismo. Nel 2016 decise di prendersi un periodo di aspettativa per affrontare le crisi di ansia e di panico e la depressione causate dalla sua battaglia contro la malattia. Nel 2017 fu costretta a sottoporsi ad un trapianto di rene sempre a causa del lupus. La donatrice fu la sua migliore amica, l'attrice Francia Raisa. Nel 2018 finisce in riabilitazione per ansia e depressione e dopo un tracollo di nervi causato da due ricoveri in ospedale per le sue condizioni di salute. L'anno scorso, ospite del podcast 'Dream It Real' di Coach, brand del quale e' testimonial, ha riflettuto sul suo essere famosa fin dall'infanzia. "Quando ero più giovane - ha detto - sono stata esposta a tutta quella notorietà (protagonista della serie I maghi di Waverly in onda dal 2007 al 2012). C'erano foto ovunque di me ma io guardavo solo ai difetti". Nella stessa occasione ha rivelato di essere una grande sostenitrice della terapia, grazie alla quale è riuscita a superare gli effetti postumi di essere una bimba celebrity. Infine ha detto che ero si preoccupa meno della sua immagine pubblica, è il modo per difendersi dalle pressioni di Hollywood.
   

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Nicoletta Spagnoli, nonna Luisa superò la guerra, ce la faremo

Ad, pronti ripartire, uniti batteremo questo insidioso nemico

Lifestyle Moda
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Per la pronipote di una delle icone della imprenditoria femminile italiana, mai come in questo momento vestire i panni di un capitano d'azienda è una impresa ardua. "La mia bisnonna Luisa è stata una donna straordinaria, dotata di incredibile forza - ammette Nicoletta Spagnoli ad del gruppo del fashion Made in Italy Luisa Spagnoli, che porta il nome dell'ideatrice anche dei Baci Perugina - ma forse stavolta questo nemico invisibile avrebbe messo in difficoltà pure lei".
    Alla guida dell'azienda di famiglia dal quasi 25 anni, Nicoletta Spagnoli con tutto il suo staff è al lavoro per rendere concrete le varie soluzioni del dopo emergenza sanitaria, provocata dalla diffusione a livello mondiale dei contagi da Coronavirus. "Gli scenari ipotizzati sono più di uno e verranno implementati a seconda di come evolverà la situazione - spiega -. Al momento non sappiamo prevedere la portata o la natura di questa evoluzione, stiamo cercando di monitorarla giorno per giorno". "L'intenzione è di ripartire, appena ne avremo la possibilità, con le attività produttive per garantire l'avanzamento della collezione invernale, lasciando lavorare in smart working il resto del personale - continua -. L'apertura dei negozi avverrà gradualmente, adottando misure per consentire ingressi contingentati: la storia ci ha insegnato che così come si scende velocemente, altrettanto velocemente si risale, tutto dipenderà da quanto durerà l'emergenza, e dalla bontà delle iniziative intraprese dai governi per ridurre al minimo i danni economici".

Abituata a dover fronteggiare ciclicamente gravi questioni internazionali per l'instabilità dei mercati, le incertezze economiche, la necessità di rinnovare le collezioni, reagendo velocemente ('ma a questo non ero preparata, nessuno lo era'), Nicoletta non ha alcuna intenzione di cedere al pessimismo. "La Luisa Spagnoli ha superato brillantemente una guerra mondiale sotto la guida di mio nonno Mario, io non posso esser da meno - afferma orgogliosa - e anche se il nemico questa volta lancia 'mine' invisibili, sono sicura che se uniamo le forze riusciremo a sconfiggerlo". Ai primi segnali che la situazione stava per esplodere il gruppo umbro non ha neppure aspettato i decreti governativi e ha chiuso tutti i negozi, messo in sicurezza l'azienda, optato dove era possibile per lo smart working, sospeso la produzione. In questi periodo si sta procedendo alla sanificazione e a recuperare i dispositivi di sicurezza per consentire il ritorno al lavoro dei dipendenti in piena tutela. E ovviamente non è mancato la solidarietà con donazioni all'ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia mentre, su iniziativa del figlio Nicola, è stato illuminato lo storico logo che campeggia sull'azienda con i colori della bandiera Italiana. "L'emergenza ha risvegliato anche il patriottismo e mi auguro che questo sentimento continui - afferma -. Non mi stancherò mai di dirlo che occorre tenere accesi i riflettori e valorizzare le eccellenze Italiane, che tutti ci invidiano". Come appunto è diventato il brand di cui è a capo, che da oltre 90 anni ha conquistato una generazione dopo l'altra 'per la grande attenzione al rapporto qualità/prezzo, ai dettagli couture, ai tessuti pregiati'. "La storia insegna che, per reazione, dopo una crisi scatta prepotente la voglia di vivere e quando tutto sarà finito le donne avranno voglia di colore, allegria, femminilità e di un po' di romanticismo", è la speranza e l'augurio di Nicoletta. 
   

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Niente sarà come prima, dalla casa alla spesa così vivremo dopo l'emergenza Coronavirus

Il profilo della vita al tempo del covid-19. L'unica certezza è un'ammissione di incertezza

Lifestyle Società & Diritti
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L'unica certezza è un'ammissione di incertezza: "Tutto quanto non sarà più come prima". Una prospettiva che in queste settimane di quarantena e dati statistici mette d'accordo chiunque: leader politici e speculatori, sociologi e influencer, star dello spettacolo e studenti, imprenditori e casalinghe.  "Non più come prima". Lo stesso concetto diffidente che ha inaugurato fasi storiche come il dopoguerra, il post 11 settembre o l'avvento dell'euro, ma che applicato al quotidiano ci costringe a modificare il futuro. Dovremo abituarci a scambiare tempo in cambio di sicurezza, anteporre il binomio diffidenza-distanza alle abitudini post-globalizzazione, convivere con mascherine e guanti.

Quello che segue è il profilo della vita al tempo del virus, quando torneremo ad uscire

- CASA: Ci siamo stati molto e alcune abitudini rimarranno. Dovendo diffidare dell'ascensore, nel quale è difficile mantenere le distanze, continuerà la riscoperta delle scale (almeno fino ai piani praticabili), utili anche all'esercizio fisico. Per garantire la sicurezza dell'ambiente domestico si è ormai diffusa l'abitudine "giapponese" di abbandonare le scarpe all'ingresso. Mascherine, guanti e detergente saranno i nuovi accessori obbligati che accompagneranno chiavi e portafoglio

- CONTROLLI: Dopo averla difesa a denti stretti saremo costretti a cedere sul piano della privacy. Il tracciamento da parte di app per individuare assembramenti o contatti con persone infette è cosa di giorni, ma il futuro non ha limiti. Le app potrebbero spingersi a individuare comportamenti a rischio o sintomi pericolosi, a segnalare tempi di attesa per i mezzi pubblici e per l'ingresso nei supermercati. In base ai dati virtuosi raccolti, alle app potrebbe essere affidata l'ultima parola per l'ingresso in luoghi di aggregazione

- LAVORO E SMART WORKING: Indietro non si torna, o meglio solo un po'. Il lavoro a domicilio si sta diffondendo forzosamente nel mondo delle imprese e della PA. Superata la quarantena si tornerà in fabbrica e negli uffici, ma alcune attività, resteranno efficienti anche ai "domiciliari". Un vantaggio per molte famiglie. Un rischio per molte situazioni di precariato che potrebbero essere ancor più marginalizzate

- COMMERCIO: Il coronavirus ha fatto volare l'online e la tendenza si rafforzerà ancora. Le nuove fasce di popolazione che si sono abituate durante la quarantena a fare acquisti a distanza forzeranno negozi e punti vendita anche di medie dimensioni a trasformarsi in centri di distribuzione a domicilio per ordini effettuati da cataloghi.

- TRASPORTI PUBBLICI: Dopo anni di campagne promozionali per scoraggiare l'uso dell'auto, ora bus, metropolitane e treni sono i nuovi "nemici". Per riavvicinare pendolari e utenti le società di gestione stanno studiando nuovi piani operativi, con spazi delimitati per l'attesa e corse a "numero chiuso" in modo da garantire le distanze. Inevitabile l'aumento dei tempi di attesa e la necessaria dose di pazienza per affrontarli. Le stazioni della metro e quelle ferroviarie hanno il problema degli spazi comuni da gestire: dovremo abituarci a percorsi di distanziamento e controlli. I mezzi di trasporto verranno sottoposti a pulizie e disinfezioni dopo ogni corsa.

- TRASPORTO AEREO: Uno dei settori maggiormente rivoluzionato.  Dopo decenni di espansioni delle low cost, riduzioni tariffarie e analoghe contrazioni degli spazi fra i seggiolini, le compagnie dovranno riprogettare le procedure: termo scanner agli imbarchi, guanti e mascherine per i passeggeri, imbarco coi soli "finger", posti contingentati e assegnati ad adeguata distanza, sanificazione frequente delle toilette, pasti rigorosamente sigillati, pulizia e sterilizzazione degli ambienti a fine volo. Per le sale transiti degli aeroporti valgono le considerazioni delle stazioni. I serpentoni fitti disegnati dalla colonnine "tendi nastro" apparterranno al passato

- SCUOLA: Scuole e università dovranno riorganizzarsi: distanze, buone pratiche e disinfettanti, maggior uso della tecnologia, con corsi e lezioni online. Le università in particolare adotteranno il numero chiuso per chi la lezione vuole seguirla dall'aula, predisponendo sale di ascolto o accessi da remoto per gli altri. Esami frammentati in più date, per gestire piccoli gruppi, limitando allo stretto necessario gli scritti

- RISTORANTI: Verrà limitato il numero di clienti che vi accedono, con distanza di oltre due metri tra i tavoli e camerieri in guanti e mascherina. Le prenotazioni diverranno la norma e le file per entrare dovranno essere distanziate. Per i ristoratori è ragionevole mettere in conto una riduzione dei coperti, meno accentuata per quelli che dispongono di spazi esterni. Per recuperare in parte i danni quelli che durante l'epidemia hanno spinto sulle consegne a domicilio potrebbero strutturare questo servizio. Modifiche anche nell'organizzazione del lavoro in cucina per garantire sicurezza ai lavoratori e piatti a prova di contagio per i clienti. Aumenteranno le dark kitchen, quelle cucine aperte solo per la consegna a domicilio.

- PALESTRE E SPORT: Le realtà di grandi dimensioni si attrezzeranno con percorsi su prenotazione costruiti sull'uso di macchine ad personam e sanificazione a fine turno. Ma la nuova situazione spingerà a puntare di più su corsi online con personal trainer in video che guidano lezioni ed esercizi a casa. Aumenteranno gli acquisti e gli affitti temporanei di attrezzi e strumenti. Difficile ipotizzare gli sviluppi per lo sport amatoriale di contatto come calcio e basket.

- CINEMA, TEATRI, CONCERTI, DISCOTECHE: I posti potrebbero essere assegnati con prenotazione, numero limitato di spettatori, comportamenti meno espansivi. Percorsi filtrati

- RIFIUTI: La rivoluzione Greta ha dovuto incassare il colpo. Se è vero che lockdown e quarantene mondiali hanno azzerato o quasi i livelli di inquinamento, mascherine, guanti e confezioni usa e getta sono rifiuti non semplici da smaltire.

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Pasqua a casa ma beauty, 5 ricette facili con uova e cioccolato

Ingredienti tipici possono essere alleati validi per pelle e capelli

Lifestyle Beauty & Fitness
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Una Pasqua a casa, senza gite fuori porta, triste per i lutti del coronavirus, preoccupata per il futuro incerto. Alle uova comunque non rinunciamo. Possono essere usate anche come validi alleati di pelle e capelli. Uala sito dedicato al mondo beauty e wellness, ha raccolto cinque idee per utilizzare le proprietà delle uova e del cioccolato per celebrare la Pasqua prendendosi cura di sé.
1. IL BALSAMO NATURALE PER CAPELLI SECCHI E DANNEGGIATI
Se i capelli non sono in forma, ecco un modo originale di prendersene cura. L’uovo – e in particolare i grassi contenuti nel tuorlo – rendono infatti la chioma più forte, luminosa e idratata.

Ingredienti:
1 uovo intero
2 cucchiai di yogurt naturale
2 cucchiai di olio evo
Procedimento: unire tutti gli ingredienti e mescolare fino ad avere un composto omogeneo. Lavarsi i capelli con uno shampoo a ph neutro (meglio se due volte) poi applicare il balsamo naturale, fare un torchon, e avvolgere tutta la testa con la pellicola trasparente da cucina. Lasciare agire per 30/40 minuti e sciacquare abbondantemente con acqua tiepida.
2. IL TONICO PER LA PELLE DEL VISO…CON UN SOLO INGREDIENTE
In questo caso dell’uovo si utilizza solo l'albume che aiuta a tonificare e a donare luminosità alla pelle del viso, eliminando le impurità che si accumulano nei pori.

Ingredienti:
1 albume
Procedimento: montare a neve l’albume e stendere con un pennello su tutto il viso (evitando il contorno occhi). Lasciar seccare il composto e risciacquare con acqua tiepida tendente al freddo.
3. MASCHERA VISO IDRATANTE E ILLUMINANTE AL CIOCCOLATO
Se durante la spesa al supermercato non si è resistito alla tentazione di acquistare anche un uovo di cioccolato, che però è troppo da finire da soli, ecco un modo per utilizzarlo senza sensi di colpa.

Ingredienti:
40 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di miele
2 cucchiai di yogurt bianco naturale
1 cucchiaio di olio di cocco
Procedimento: tritare il cioccolato fino a renderlo polvere. Unire tutti gli ingredienti e mescolare, fino ad avere un composto omogeneo. Pulire la pelle con acqua tiepida ed un detergente, applicare il composto su tutto il viso e collo evitando contorno occhi e bocca. Lasciare in posa per 20 minuti (mentre si legge un buon libro e si mangia il resto della cioccolata), sciacquare con acqua tiepida e terminare il trattamento applicando una crema idratante.
4. PURIFICARE CON LE UOVA IL CUOIO CAPELLUTO
Tra le proprietà dell’albume c’è il potere di regolare il ph naturale della pelle, è quindi un perfetto alleato per chi ha il cuoio cappelluto grasso e desidera purificarlo.

Ingredienti:
2 albumi
Procedimento: montare a neve gli albumi. Massaggiare il composto sul cuoio capelluto per 5 minuti. Sciacquare e procedere con lo shampoo.
5. IMPACCO AL CIOCCOLATO ANTICELLULITE
Il cacao riattiva la microcircolazione e può quindi aiutare nella lotta alla cellulite. Ecco come realizzare da soli questo semplicissimo impacco, da ripetere una volta alla settimana…sempre che il cioccolato a disposizione duri tanto a lungo.

Ingredienti:
100 grammi di cioccolato fondente
1 bicchiere di acqua tiepida
2 cucchiai e mezzo di sale grosso
Procedimento: tritare finemente il cioccolato e mischiarlo all’acqua e al sale. Applicare su cosce e glutei facendo movimenti circolari. Avvolgersi nella pellicola e lasciar agire per 30 minuti, per poi risciacquare con acqua tiepida.

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Mujeres, il film delle donne, un diario emotivo

Progetto partecipato racconta il rapporto tra donne e lavoro al tempo del coronavirus

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"Tutte a casa - Donne, Lavoro, Relazioni ai tempi del Covid-19". Si intitola così il progetto di documentario partecipato ideato da un gruppo di professioniste dello spettacolo: documentariste, sceneggiatrici, autrici teatrali ma non solo che si sono incontrate nel gruppo Facebook "Mujeres nel cinema".
    Lo scopo è quello di documentare il rapporto tra donne e lavoro ai tempi del coronavirus: che cosa è cambiato finora, che cosa ancora cambierà. Un vero e proprio "diario emotivo" delle donne che sono costrette ad andare a lavorare fuori casa, di quelle che invece possono lavorare da casa e di quelle che non possono fare né l'una, né l'altra cosa. Una narrazione collettiva che sia in grado di generare anche una riflessione successiva sul momento storico che stiamo vivendo, realizzando così anche un vero e proprio archivio capace di testimoniare questa pagina fondamentale della nostra storia.
    Per realizzare questo ritratto corale al femminile, le autrici del progetto lanciano la call e invitano a partecipare a questo diario collettivo scritto e filmato da molteplici mani, attraverso la realizzazione di brevi video-diari. Le domande a cui rispondere sono tante. Come, ad esempio: "Avevamo dei soldi da parte per poter far fronte alle emergenze? Avevamo un piano B o ce lo stiamo creando in questi giorni? Ci hanno licenziate, messe in stand-by? Come ci fa sentire non avere più il lavoro o il progetto a cui ci stavamo dedicando? Come sono cambiate le nostre abitudini? Abbiamo scoperto nuove passioni? Sono nate nuove amicizie? Quali sono le paure, i pensieri, i desideri quando tutto si ferma? Come impieghiamo questo tempo?".
    Le autrici del progetto chiedono di inviare dei video-diari che documentino il trascorrere dei giorni, gli spazi e le attività quotidiane. (ANSA).
   

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Tra scetticismo e speranza, la visione del futuro adesso

Mappati oltre 55 milioni di conversazioni social, tra post, commenti, video e tweet

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Coronavirus in Italy (ANSA) Coronavirus in Italy

Confusi e critici, spaventati e speranzosi: alle prese con un futuro complicato da immaginare se non altro perchè sfugge alle dinamiche conosciute, alle traiettorie consolidate e previste così come il coronavirus si è infiltrato tra gli umani dribblando tra i confini degli stati e delle classi sociali, ci sentiamo così ciascuno con maggiore dose dell'uno o dell'altro sentimento. Quattro Italie o una sola con quattro direttrici. Un gruppo di lavoro, Future of Italy, ha elaborato 55.931.983 conversazioni - post, commenti, tweet, video su ogni social - tra il 25 febbraio e il 25 marzo per arrivare a descrivere ad oggi come siamo, come ci sentiamo e cosa dovremo fare dopo tutto questo. Insomma come vediamo oggi il nostro futuro, mentre siamo in quarantena e con il fiato sospeso per le notizie, attenti lettori di grafici, ascoltatori di scienziati e medici come mai prima d'ora. L’analisi delle conversazioni ha evidenziato quattro differenti polarizzazioni: timore e paura, confusione e incertezza, critica delle decisioni e dei risultati, speranza nel futuro. La riflessione sul mondo nuovo post Covid 19 non si ferma qui: Future of Italy, il gruppo operativo ideato e composto da Matteo Flora, fondatore di The Fool, Andrea Fontana, co-fondatore e presidente di Storyfactory, e Oscar Di Montigny, fondatore e Presidente di BYE, andrà avanti settimanalmente per approfondire cambiamenti e nuovi sentimenti. La prima ricerca è in anteprima ANSA LIFESTYLE.
Se la paura ha dominato la prima fase delle misure di contenimento, questa ha lasciato velocemente il passo alla speranza ed alla confusione verso le misure e la popolazione, rea di non rispettare i divieti, un atteggiamento in linea con lo spirito 'contrarian' che da sempre contraddistingue una parte significativa della popolazione italiana. Importanti anche i numeri di chi manifesta forte confusione, soprattutto in occasione della diramazione dei decreti, sintomo di una comunicazione non sufficientemente chiara e trasparente rispetto alle misure. Infine, è importante sottolineare come speranza e critica rimangano le tipologie di conversazioni in crescita, con un trend di diminuzione di confusione e paura.
A livello internazionale, invece, è in crescita la paura rispetto all’Italia e gli italiani. Rimane di fondamentale importanza sviluppare una narrazione che veda nel sacrificio, nella costanza e nella ripartenza dell’Italia una piattaforma di conversazione internazionale che ne rilanci il ruolo. Ecco nel dettaglio i profili socio-comportamentali:

GLI SPAVENTATI
Temono il futuro e la condizione presente, raccontano il loro disagio e la loro incapacità di prendere decisioni.
• Dall’analisi delle conversazioni in Italia emerge che la paura del Corona Virus non è principalmente una paura sanitaria, nella maggioranza delle persone, ma è un timore per la sicurezza personale, soprattutto in chiave economica. Gli italiani temono per il lavoro, per l’economia, la scuola. Temono il panico e temono le azioni - spesso irresponsabili - di altri cittadini. E, in aggiunta a questo, coltivano il dubbio e la paura che non riusciremo a riprenderci, che le persone al comando non siano adeguate e che l’economia non riuscirà a ripartire. Vedono il mostro all’orizzonte, quasi più spaventevole che non l'emergenza che stanno affrontando ora.
• Dall’analisi delle conversazioni nel resto del mondo, invece, si evidenzia come la paura verso l'Italia e gli Italiani sia ben riassunta in una frase: "la Wuhan d’Europa”. E proprio sotto questo appellativo che gli italiani vengono giudicati e raccontati in un ruolo di “vettore".
I CONFUSI
Si trovano nella impossibilità di prendere decisioni informate perché non sono in grado di trovare informazioni univoche e rilevanti.
• L’analisi delle conversazioni degli italiani fa emergere una confusione legata alla analisi del passato, andando a costruire dietrologia su cosa sarebbe stato meglio fare, ed al futuro, domandandosi se le misure prese in Italia siano corrette e sufficienti e se non sarebbe stato meglio seguire esempi di altri paesi (in primis Cina e Corea). Ma anche una confusione reale di interpretazione delle norme e di comprensione dei limiti di mobilità, ancora considerati troppo imprecisi. E infine la confusione di non capire in che modo e con che tempi guardare in avanti per costruire piani a medio-lungo termine.
I CRITICI
Sono alla ricerca di un colpevole e si muovono nella dinamica di attacco a qualunque proposizione e iniziativa.
• Per quanto riguarda le conversazioni in Italia, la critica non risparmia nemmeno quanto è stato fatto e quanto dovrà essere fatto per arginare l’epidemia. Il nemico cercato e ritrovato è multiforme e ritrova la sua formulazione nelle dinamiche più comuni: il diverso, l’avversario, il comando e gli altri. E su questi assi la critica investe il Governo, complice di non fare mai abbastanza, i francesi per via di uno spot irriverente, per poi parlare comunque dei clandestini e della emergenza di quarantena. Ma la maggior parte delle conversazioni si sposta sugli italiani stessi e sulla loro incapacità di venire incontro alle raccomandazioni dello Stato.
• Su scala mondiale, invece, se una figura compare nella narrazione della criticità è quella dell’Idiota, qualifica non attribuita ai soli italiani che non rispettano l’isolamento ma come concetto generale. Idioti ed ignoranti i Governi (ed i politici) di vari stati a non mettere in atto misure forti per contrastare subito il virus, soprattutto vista l’esperienza dell’Italia. Ma, di contro, sono idioti ed ignoranti quei Governi e quei politici che lo fanno introducendo il lockdown, minando così l’economia. Di sicuro gli italiani vengono associati ad un altro termine difficile da accettare: irresponsabili. Irresponsabili nel non aver bloccato l'epidemia, che ha viaggiato con gli italiani, nel non avere agito prima e nel non ottemperare ai dettami imposti.
GLI SPERANZOSI
Raccontano i piccoli successi e si muovono verso la creazione di una visione positiva del futuro, in modo attivo e determinato.
• Nelle conversazioni degli italiani, la speranza trova un primo, forte, appiglio nell’essere italiani: un’appartenenza vissuta come sinonimo di coraggio. Il senso di orgoglio espresso dagli utenti è confermato ed alimentato dalle storie e dalle testimonianze degli operatori sanitari in prima linea nella lotta all’epidemia. L’efficienza, unita ai sacrifici riconosciuti al personale del sistema sanitario nazionale, risulta determinante nel convincere gli utenti a rispettare la quarantena imposta dal Governo, proprio al fine di non vanificare tali sforzi. I messaggi degli speranzosi sono intrisi di solidarietà e senso di responsabilità.
• A livello internazionale, è indubbio che esista un sentimento di fratellanza e di supporto che incoraggia l'Italia e gli Italiani ad "essere forti” ("stay strong”), come non c'è dubbio che esista una parte dei commentatori che guardano con favore le imponenti misure imposte dal Governo per fronteggiare l’epidemia. Ma la vera partita internazionale per conquistare gli speranzosi si gioca raccontando anche i piccoli gesti e le piccole riprese, oltre che la costanza ed il sacrificio capaci di trasformarci da irresponsabili ad artefici di un percorso di rinascita.

 

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Morto di coronavirus Sergio Rossi, big del made in Italy

Imprenditore calzaturiero, era ricoverato all'ospedale di Cesena

Lifestyle Moda
Chiudi Coronavirus: morto Sergio Rossi, big del made in Italy (ANSA) Coronavirus: morto Sergio Rossi, big del made in Italy

Addio a Sergio Rossi, maestro delle calzature di lusso femminili, fondatore del marchio sinonimo di scarpe dallo stile glamour, inconfondibile. Il designer si è spento il 2 aprile, all'età di 85 anni, stroncato dal Coronavirus che lo aveva colpito da qualche giorno, costringendolo al ricovero nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Bufalini di Cesena.
La storia di Sergio Rossi, nato nel 1935 a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) è quella di un modesto artigiano che aveva ereditato la passione per le calzature femminili su misura, dal padre calzolaio. Ma quello con le scarpe era vero amore. Un amore cominciato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nella bottega del padre, che gli aveva insegnato il mestiere da bambino, dal momento che il piccolo Sergio già a 14 anni mostrava un grande talento. Tanto che, le scarpe prodotte d'inverno con il fratello Franco, venivano vendute dalla famiglia durante l'estate servendosi di una bancarella ambulante, che girava lungo tutta la riviera romagnola, da Rimini a Riccione. Il suo talento però aveva già tracciato per lui un cammino di successo, che avrebbe trasformato il giovane Sergio il calzolaio in uno stilista iconico, corteggiato dai grandi gruppi del lusso. Tanto che nel 1999 il marchio venne acquisito dal Gruppo Gucci, poi divenuto Kering, polo europeo del lusso di Francois-Henry Pinault, che lo trasformò in un brand cult, aprendo tanti flagship store nel mondo fino al 2015, quando le scarpe di Sergio Rossi tornarono ad essere italiane, grazie all'acquisizione di Investindustrial, societa' di private equity di Andrea Bonomi. L'investitore rilanciò il marchio italiano che tornò ad essere molto amato dalle star di Hollywood come Katy Perry, Anne Hathaway, Hilary Swank, Jennifer Lopez, dopo aver attraversato un periodo di tempo in affanno, che era seguito all'apice del successo toccato alla fine degli anni Novanta. Il designer ormai non disegnava più le scarpe che portavano il suo marchio. Francesco Russo è stato direttore creativo di Sergio Rossi tra il 2008 e il 2013, anno in cui Angelo Ruggeri è entrato in azienda come design director, ruolo che ha ricoperto fino alla prima metà del 2016.
Tornando alla storia del giovane Sergio, neessuno avebbe mai immaginato che qual calzolaio che durante l'estate vendeva le scarpe sulle spiagge di Rimini avrebbe trasformato il suo marchio in un brand di culto e San Mauro Pascoli, dove aveva aperto il suo primo stabilimento nel 1951, in capitale mondiale della calzatura femminile di lusso.
Tra i suoi primi modelli di successo, l'Opanca divenne un cavallo di battaglia delle prime collezioni: erano sandali semplici ma innovativi nella suola che curvava attorno al piede diventando un tutt'uno con la parte superiore della tomaia. Due anni più tardi, nel 1968, venne prodotta la prima scarpa marchiata Sergio Rossi che inaugura la prima collezione ufficiale del brand. Più tardi la scarpa-icona del brand divenne il modello Godiva, reinventato ogni anno in diversi materiali e colori. Le scarpe di Sergio Rossi si facero notare sin dagli anni Settanta per la bellezza del design, sempre molto geometrico, femminile e sensuale, per l'uso del colore e per l'elevata qualità dei pellami scelti. Ma non trascurava la comodità della scarpa che aveva il suo segreto nella suola ben aderente al piede. L'ascesa di Sergio Rossi nell'olimpo dei grandi nomi del made in Italy è stata segnata anche da collaborazioni con i più grandi geni della moda, tra cui, vale la pena ricordare, quella con un giovanissimo Gianni Versace. Ma anche con Dolce & Gabbana e Azzedine Alaia.

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Online sì ma con stile, il galateo del telelavoro

Von Bruchhausen, dresscode anche per videoconferenze e webinar

Lifestyle Moda
Chiudi Le Formiche di Fabio Vettori (ANSA) Le Formiche di Fabio Vettori

Si fa presto a dire videoconferenza o "webinar". Per affrontare una qualunque attività online non bastano microfono e webcam. E non è solo questione di dotazioni tecniche. Ci sono anche regole di galateo da seguire, perché per quanto si tratti di eventi mediati da un apparecchio elettronico e dalla rete, sono coinvolti pur sempre dei rapporti interpersonali.
    "Chi è abituato a lavorare a contatto con clienti, interagire con persone diverse, tenere presentazioni o a fare formazione in aula, sa bene quanto sia importante instaurare un buon rapporto con chi si ha davanti - spiega Katherina von Bruchhausen, bolzanina, consulente di galateo - Per essere ascoltati e capiti, bisogna stabilire un legame con il pubblico mantenendo sempre un atteggiamento naturale e autentico". Oggi, mentre l'emergenza coronavirus costringe a spostarsi in un ambiente virtuale, vengono meno tutti quei mezzi espressivi quando abbiamo di fronte fisicamente i nostri interlocutori. "Anche se vediamo le persone che partecipano alla videocall o al webinar, è decisamente più difficile capire e interpretare le reazioni e utilizzarle come feedback a quello che stiamo raccontando", sottolinea von Bruchhausen.
    Allora qualche consiglio può tornare utile. Innanzi tutto, bisognerebbe fare qualche investimento in tecnologia: una voce troppo metallica o immagini a bassa risoluzione non favoriscono l'attenzione. "Molto importante è anche la luce giusta - avverte la consulente - più facile da ottenere se avete un faretto che emana sia luce calda che fredda". Ed attenzione a non posizionarsi con la finestra dietro le spalle. È bene, poi, "tenere conto del fatto che la telecamera mostra molti più dettagli, sistemate quindi barba, trucco e capelli prima di entrare in modalità video".
    Va curato anche lo sfondo che è bene che sia "neutro, un muro bianco o un mobile lineare senza oggetti personali. Se c'è una libreria deve essere in ordine perfetto, una vista su divano o letto andrebbe evitata sempre". Un approfondimento merita l'abbigliamento. C'è un vero e proprio dresscode da osservare.
    Giacca e cravatta sopra i pantaloni del pigiama vanno bene per le ironie da web. "È indicato scegliere un abbigliamento congruo alla situazione, al target e al vostro ruolo - osserva von Bruchhausen - Vestitevi, truccatevi, fatevi la barba e sistemate i capelli come fareste per una riunione in ufficio. Scegliete colori uniformi, non troppo accesi e senza motivi o paillettes o simili".
    "Se siete voi ad aver organizzato la videocall o il webinar, collegatevi un po' prima e salutate le persone man mano che si connettono - prosegue la consulente di galateo - È ovvio che oltre un certo numero di persone non riuscirete più a farlo personalmente, ma un sorriso con contatto oculare e una postura aperta faranno sentire a proprio agio i partecipanti".
    Vanno curati anche atteggiamento e gestualità, avverte von Bruchhausen. Ad esempio, "è irritante se mentre state parlando guardate da un'altra parte"; va controllate la mimica che "deve essere professionale, gentile, interessata e rassicurante".
    Insomma, conclude l'esperta di galateo, "anche nella realtà virtuale ci sono delle dinamiche che influenzano l'opinione che gli altri hanno su di noi. Conoscerle e rispettare alcuni comportamenti ci permette di ottimizzare l'impressione che facciamo e migliorare la relazione con gli altri". Il che potrebbe essere "un buon esercizio per quando ritorneremo tutti nella vita reale". 
   

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Riunioni e video call, lavorare da casa evitando l'effetto Cast Away

Abiti adeguati, look curato, consigli per non inselvatichirsi

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Una scena di Cast Away con Tom Hanks (ANSA) Una scena di Cast Away con Tom Hanks

(di Alessandra Magliaro) Dopo una prima fase di stordimento e choc per quanto ci sta accadendo con la pandemia del coronavirus, cominciamo a prendere le misure con questa che è, almeno per ora, stando in buona e controllata salute, la nostra nuova normalità: la casa al centro di tutto e non più tetto familiare dove magari ritrovarsi insieme solo a fine giornata, ma luogo di lavoro, di scuola, di palestra, cinema e così via.

Non è facile ma non abbiamo scelta, dobbiamo restare a casa e da lì fare tutto, andando avanti fin quando usciremo dall'emergenza. In questi ultimi giorni, dopo aver cantato dai balconi per comunicare che siamo tutti vicini anche se distanti, dopo aver chiamato parenti prossimi e lontani, fatto dolci e pasta fatta in casa a giorni alterni (e dunque messo su chili) realizziamo che il lavoro è una cosa seria e non può fermarsi. Dunque i meeting, le video conferenze via zoom impazzano e così le videochiamate tra gli uffici e i clienti. Con la conseguenza che bisogna essere organizzati negli spazi e presentabili, in buona sostanza stiamo correndo ai ripari per non inselvatichirci.
Qualcuno va avanti con un trucchetto: camicia e giacca e sotto il pigiama. è una idea ma certo un po' tragicomica, meglio vestirsi come facevano gli americani anni fa lanciando la moda del casual friday , ossia il look del venerdì quello in cui, tolta la giacca si poteva andare in ufficio con t shirt e pullover e sotto indossare jeans o pantaloni casual.
Ecco la nostra routine lavorativa, dal punto di vista dell'outfit, può ispirarsi a questo: una bella maglia e un paio di pantaloni comodi risulteranno più adeguati ai tempi di una giacca gessata o di un tutone felpato, una bella via di mezzo. C'è il rischio Cast Away, purtroppo è così: come Tom Hanks naufrago nel Pacifico, con barbieri chiusi, parrucchieri ed estetisti serrati ci specchiamo e vediamo barbe incolte una volta curate al millimetro con maniacalità hipster, capelli arruffati, ricrescite a vista come neanche Madonna di Like a virgin negli anni '80 (comunque aveva inventato lo shatush e non l'abbiamo ringraziata abbastanza), per non parlare dei peli superflui che grazie a dio nelle riunioni in chat non vengono inquadrati.
I parrucchieri sono corsi ai ripari con Sos ai clienti: c'è chi manda a casa kit con le istruzioni per il ritocco del preciso colore come quando si fa nel salone, chi realizza tutorial spiegando come fare a spennellare la cute, chi si filma mentre si fa la messa in piega teleguidando le persone. In realtà un po' di selvaggio fa bene: disintossica i capelli dallo stress di lavaggi frequenti, prodotti, eccessivi colpi di phon e di piastra poi si possono usare trucchetti come cambiare la riga, farsi una bella coda alta o bassa o raccoglierli a chignon, importante è essere oltre che sembrare curate e in ordine. Un make up leggero poi non guasta e ci protegge allo sguardo degli altri e ci da sicurezza.

Quanto agli spazi, a parte i fortunati che hanno una stanza, uno studio tutto per loro, bisogna organizzarsi al meglio: delimitare un posto che sia proprio 'l'ufficio a casa' con computer, una lampada ad illuminare, un luogo anche microscopico che ci faccia mentalmente considerare in una postazione di ufficio perchè così subito siamo aiutati a dare il meglio, a concentrarsi. Non sempre è possibile e se i bambini, magari piccoli, che abbiamo intorno irrompono chiamandoci nel bel pezzo di una video riunione, pazienza, gli interlocutori capiranno e sorrideranno sapendo che può accadere anche a loro, ma certo evitiamo se si può. Più importante è lo sfondo di questi incontri visto che possiamo essere inquadrati non è il massimo vedere la testata del letto alle nostre spalle o la cappa di una cucina, meglio qualcosa di più neutrale o una libreria ricolma che fa sempre la sua figura.

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Cortellesi-Milani, tutto cambia e il dopo inquieta anche

Coppia in quarantena, tra film, letture e desiderio di parco

Lifestyle People
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Lei consiglia "Il cinema secondo Hitchcock", un testo di culto di Francois Truffaut (sul loro incontro leggendario nel '62 è stato fatto anche un documentario emozionante), lui preferisce un film, Captain Fantastic, ma soprattutto "stare con le persone a cui si vuole bene, visto che abbiamo la fortuna di averle in casa, toccarle, parlarci, trascorrere tempo che nel mondo precedente era complicato". Sono Paola Cortellesi e Riccardo Milani, una coppia nella vita oltre che creativa di commedie intelligenti e molto popolari da Come un gatto in tangenziale a Ma cosa ci dice il cervello.
    Raccontano la loro quarantena, in casa con la figlia Laura di 7 anni, a Prima e dopo il virus: parla il cinema italiano, a cura di Mario Sesti, testimonianze raccolte da Fondazione cinema per Roma e online.
    Sono convinti entrambi che il mondo sia in cambiamento e che per raccontarlo "bisognerà tenerne conto", dice l'attrice.
    Milani spiega la propria inquietudine: "Ho la percezione che le persone per tornare alla normalità intendano ridiventare gli stronzi di prima, aggressivi, dediti alla competizione becera più violenta. I primi otto, dieci giorni di questa esperienza avevo avuto come l'impressione che da tutto questo saremmo usciti con un senso della collettività maggiore, ora questa speranza mi sembra si stia sfaldando purtroppo". La prima cosa a lockdown revocato? "Recuperare le tante cose ci sembravano piccole ma ora sono impossibili, come portare i figli al parco a giocare con altri bambini" dice mamma Paola che su Instagram si è incontrata con l'amica Laura Pausini. "Uscire di casa a fare una passeggiata con mia moglie e mia figlia e riabbracciare le figlie grandi. E poi però tornare al montaggio".
   

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Coronavirus, nel mondo è partita la caccia all'orsacchiotto (alla finestra)

Per aiutare i bambini ad affrontare serenamente la quarantena

Lifestyle Teen
Chiudi Un orsacchiotto e un arcobaleno ad una finestra nel sud di Londra, in Gran Bretagna (ANSA) Un orsacchiotto e un arcobaleno ad una finestra nel sud di Londra, in Gran Bretagna

Sui davanzali delle finestre di tutto il mondo stanno comparendo orsetti di peluche che guardano fuori. E' infatti partita la caccia all'orso, un'iniziativa che ha anche un hashtag #bearhunt. E' un omaggio allo scrittore di libri per i bambini Michael Rosen che nel 1989 ha scritto We're going on a bear hunt (A caccia dell'orso) ed è attualmente ricoverato in terapia intensiva per un sospetto contagio da coronavirus.

Rosen oltre che uno scrittore è anche un poeta e ha scritto These Are the Hands, per il 60 ° anniversario del servizio sanitario inglese (NHS). Questi i versi: Queste sono le mani / che ci toccano per prime / senti la testa / trova il polso / e fai il tuo letto. La poesia dà il titolo a una antologia di poesie creata per raccogliere fondi per geatire l'emergenza Covid-19 da parte dell'NHS in Gran Bretagna.

L’intento della caccia agli orsi è quello di scovare gli angolini più nascosti per posizionare i peluche, stupire e fare un po' di compagnia ai più piccoli in questo periodo in cui sono bloccati a casa.

Secondo il Guardian anche il primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern ha collocato un orsacchiotto alla finestra della Premier House a Wellington, dove risiede  con il suo fidanzato, Clarke Gayford e la loro bambina Neve.

 

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